Responsabilità penali crescenti, poteri limitati e tutele insufficienti: il rifiuto dell’incarico non è una fuga, ma il segnale di un sistema da ripensare
Negli ultimi anni, in molte aziende italiane si sta diffondendo un fenomeno che racconta più di quanto sembri: sempre più lavoratori rifiutano l’incarico di preposto. Non è una moda passeggera né un gesto di ribellione. È piuttosto il sintomo di un sistema che chiede molto e restituisce poco, soprattutto a chi dovrebbe garantire la sicurezza quotidiana nei luoghi di lavoro.
Il preposto è una figura fondamentale: controlla che le attività si svolgano in modo corretto, vigila sul rispetto delle procedure e interviene quando qualcosa non va. Non è un dirigente, non è un semplice collega: è un lavoratore che opera sul campo, ma con responsabilità aggiuntive. In cantiere, in fabbrica, nei laboratori, nei magazzini, il preposto è il primo presidio di sicurezza. E proprio per questo oggi si trova al centro di un ruolo sempre più complesso.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 21 gennaio 2026 · lettura completa di circa 3 minuti.
Continua a leggere su La Voce


