Con la sentenza n. 25184 del 10 settembre 2026 la Corte di Cassazione è tornata su uno dei temi più delicati del diritto sindacale: chi può promuovere il procedimento per la repressione della condotta antisindacale previsto dall’art. 28 dello Statuto dei lavoratori. La pronuncia era molto attesa, perché è la prima a confrontarsi con questo tema dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 156/2025, che ha profondamente ridisegnato l’accesso ai diritti sindacali in azienda.
Per coglierne la portata bisogna però fare un passo indietro. L’art. 28 è uno degli istituti più longevi e più usati del nostro diritto sindacale, e le decisioni più recenti si inseriscono in una storia lunga oltre cinquant’anni. Ho scelto quindi di costruire questo contributo come un piccolo percorso formativo. Partiamo dalle origini, attraversiamo le riforme e la giurisprudenza che hanno plasmato l’istituto, arriviamo agli ultimi approdi della Cassazione e chiudiamo con alcune indicazioni pratiche per chi fa sindacato.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 3 ottobre 2026 · lettura completa di circa 15 minuti.
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