Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 26356/2026 pubblicata il 7 ottobre 2026: cosa cambia per lavoratori, sindacato e imprese, e perché senza formazione permanente non si può dare una consulenza corretta
Perché questa sentenza mi interessa da vicino
Nel mio lavoro quotidiano, tra l’attività vertenziale sindacale e la consulenza a lavoratori e aziende, il trattamento di fine rapporto è una delle voci che genera più domande e, quando qualcosa va storto, più contenzioso. Il TFR è spesso la somma più consistente che un lavoratore incassa in tutta la sua vita professionale: quando l’azienda entra in crisi, è anche la prima cosa che si teme di perdere.
Per questo ho letto con grande attenzione la sentenza delle Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione n. 26356 del 2026 (R.G. 7593/2024, relatrice la Consigliera Carla Ponterio, presidente il Primo Presidente Pasquale D’Ascola), pubblicata il 7 ottobre 2026. È una pronuncia che risolve un contrasto che negli ultimi tre anni aveva creato incertezza reale nelle aule di giustizia, negli uffici vertenze e nelle procedure concorsuali. E, a mio avviso, è anche una lezione sul valore dell’aggiornamento continuo.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 11 ottobre 2026 · lettura completa di circa 9 minuti.
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