Natura giuridica, funzioni e cent’anni di storia di uno strumento decisivo, oggi chiamato alla prova del salario giusto dopo l’accordo del 10 luglio 2026
1. Perché torno a parlare di accordi interconfederali
Chi, come me, lavora nel contenzioso e nella consulenza di diritto del lavoro sa che la domanda più banale – “quale contratto collettivo si applica?” – è anche la più insidiosa. Con l’introduzione del salario giusto da parte del DL 62/2026, quella domanda smette di essere una questione tecnica per addetti ai lavori e diventa il perno dell’intero sistema retributivo. L’art. 7, comma 2, del decreto aggancia infatti il salario giusto al trattamento economico complessivo (TEC) fissato dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, con riferimento al settore, alla categoria, all’attività prevalente, alla dimensione e alla natura giuridica del datore di lavoro.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 27 settembre 2026 · lettura completa di circa 15 minuti.
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