Mi capita spesso, parlando con lavoratori del trasporto pubblico e non solo, di sentirmi chiedere: «quei periodi in cui non ho lavorato — malattia, maternità, cassa integrazione, servizio militare — mi contano davvero per la pensione?». La risposta è quasi sempre sì, e lo strumento tecnico che rende possibile questo riconoscimento si chiama contribuzione figurativa. Provo a ricostruirne l’istituto in modo semplice, ma con tutti i riferimenti normativi e giurisprudenziali che servono a chi vuole approfondire o far valere questo diritto.
Che cosa sono i contributi figurativi
I contributi figurativi sono un accredito contributivo gratuito che l’Inps riconosce al lavoratore per periodi in cui la prestazione lavorativa è stata sospesa o non resa per cause che la legge ritiene meritevoli di tutela: malattia, infortunio, maternità e paternità, congedo parentale, disoccupazione, cassa integrazione guadagni, servizio militare di leva, assistenza a familiari con handicap grave, cariche pubbliche o sindacali, per citare le ipotesi più ricorrenti nella mia attività di consulenza.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 11 settembre 2026 · lettura completa di circa 8 minuti.
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