Una spiegazione semplice delle ragioni della sentenza secondo gli atti processuali, e una riflessione, “vergin di servo encomio e di codardo oltraggio”.
La Corte di Cassazione ha chiuso, dopo quasi diciassette anni e sei processi, una delle vicende giudiziarie più lunghe della storia repubblicana. Le condanne per la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, 32 morti e oltre cento feriti, sono definitive. Per Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e di Rete Ferroviaria Italiana, restano cinque anni di reclusione per disastro ferroviario colposo. Si è costituito la sera stessa della sentenza, anticipando le forze dell’ordine.
Prima di ogni considerazione, una premessa che non è di forma. Davanti a 32 vite spezzate non esistono scorciatoie retoriche. Il dolore dei familiari va rispettato e le responsabilità, accertate da sette gradi di giudizio, restano tali. Proprio per questo serve più che mai capire con esattezza per cosa si è stati condannati perché solo la verità tecnica, spiegata in modo comprensibile a tutti, permette di onorare le vittime senza trasformare il giudizio in tribuna.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 27 giugno 2026 · lettura completa di circa 9 minuti.
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