“Le automobili bisogna poterle vendere anche a quelli che le producono” Henry Ford
Il dibattito è aperto e gli attori in campo – economisti, imprese, sindacati e partiti politici – dicono la loro nel tentativo di invertire una tendenza in negativo da ormai venti anni.
In analogia a quanto fanno molti altri paesi, c’è chi propone l’istituzione di un salario minimo per legge e chi invece sostiene che la materia deve rimanere prerogativa della contrattazione tra le parti.
In Italia – spiega il “Rapporto Inapp 2023” – i salari reali sono di fatto fermi al 1991, con un’impalpabile crescita dell’1% tra quell’anno e il 2022. Nello stesso periodo la crescita media delle retribuzioni nell’area Ocse ha registrato un incremento del 32,5%. Un divario analogo si presenta per la produttività del lavoro, infatti, spiega il rapporto “a partire dalla seconda metà degli anni 90 la crescita della produttività è stata di gran lunga inferiore rispetto ai Paesi del G7, segnando un divario massimo nel 2021 pari al 25,5%”.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 14 febbraio 2026 · lettura completa di circa 5 minuti.
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