“Le strade ferrate, cioè le comunicazioni agevolate, accelerate, moltiplicate, non possono non conferir molto, tutto alla formazione della politica nazionale, dico la politica di principi e popoli, popolo grande e piccolo insieme, tutta la nazione”
(Cesare Balbo)
A partire dalla realizzazione della prima ferrovia italiana – la Napoli-Portici nel 1839 nell’allora Regno delle Due Sicilie – l’iniziativa di costruire, finanziare e in molti casi di gestire le linee ferroviarie e il trasporto sono affidati all’iniziativa e al capitale privato. L’istituto giuridico utilizzato per affidare i lavori di costruzione delle linee ferroviarie è quello della “concessione” o del “privilegio”, che permette agli Stati di concedere appunto, la progettazione, l’esecuzione e spesso anche la successiva gestione della ferrovia ad imprenditori e società private. Lo sviluppo della rete ferroviaria nella nostra penisola e non solo, infatti, si deve – accanto agli Stati che frequentemente sono afflitti da problemi di equilibrio di bilancio – ai grandi investitori internazionali che non mancano di farsi avanti.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 11 settembre 2026 · lettura completa di circa 7 minuti.
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