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L'Editoriale · 18 gennaio 2026

Quando la sicurezza resta sulla carta e il lavoro finisce sotto attacco

di Pietro Serbassi

Aggressioni nei treni e nelle stazioni, protocolli duplicati e inapplicati, tavoli che producono più immagine che risultati. Da Bologna a Bra, passando per decine di episodi ignorati, il tempo delle parole è finito.

Venerdì 16 gennaio 2026, stazione di Bra, provincia di Cuneo. Un capotreno viene aggredito mentre svolge il proprio lavoro. Le immagini circolate in rete non hanno bisogno di commenti: raccontano con crudezza ciò che nel mondo dei trasporti si denuncia da tempo, spesso nel silenzio generale. Treni e stazioni sono diventati luoghi ad alta esposizione al rischio, soprattutto per chi lavora in prima linea. Non è un fatto isolato, non è una fatalità, non è un’improvvisa escalation imprevedibile. È l’ennesimo episodio di una lunga sequenza di violenze, che parla di normalizzazione dell’aggressione come se fosse un effetto collaterale inevitabile del servizio pubblico.

La Voce Trasporti & Diritti

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 18 gennaio 2026 · lettura completa di circa 4 minuti.

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