Il confronto tra le parti sociali è utile ma nessun accordo privato può sostituire la legge necessaria ad attuare l’articolo 39 della Costituzione. Chiudere il sistema per renderlo più governabile, finisce per indebolirlo e alimentare proprio la protesta che si vorrebbe evitare
Il confronto avviato tra le confederazioni sindacali e le associazioni datoriali affronta questioni che non possono essere rinviate: salari, rinnovi contrattuali, formazione, sicurezza, partecipazione dei lavoratori, intelligenza artificiale e trasformazioni produttive. È positivo che le parti sociali tornino a discutere di un sistema di relazioni industriali capace di accompagnare il cambiamento, anziché limitarsi a subirne le conseguenze.
Ma proprio perché la posta in gioco è alta, occorre distinguere con chiarezza due piani diversi.
Un accordo tra organizzazioni sindacali e imprenditoriali può regolare i rapporti tra chi lo sottoscrive. Può fissare procedure negoziali, prevenire i ritardi nei rinnovi, favorire la contrattazione aziendale e definire impegni condivisi. È il normale esercizio dell’autonomia collettiva.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 2 agosto 2026 · lettura completa di circa 5 minuti.
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