Dalle aggressioni ai lavoratori al confronto con la politica. La vera emergenza non è normativa, ma di presenza dello Stato. E i protocolli duplicati rischiano di diventare un alibi.
Gli incontri che si sono svolti in questi giorni tra le organizzazioni sindacali e i principali gruppi politici, da Fratelli d’Italia al Partito Democratico fino al Movimento 5 Stelle, nascono da una sequenza di fatti che non possono più essere archiviati come episodi isolati. Le aggressioni nei treni e nelle stazioni, fino all’omicidio di un capotreno a Bologna, hanno riportato al centro una questione che da tempo cova sotto la cenere: la sicurezza nei trasporti non è più una variabile accessoria del servizio, ma una cartina di tornasole della capacità dello Stato di presidiare i propri spazi pubblici.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 21 gennaio 2026 · lettura completa di circa 3 minuti.
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