Dopo il passo indietro sulla nuova Spa per gli acquisti dei treni, il dibattito sul modello RAB entra nel vivo. In un monopolio naturale il vero nodo non è attrarre capitali, ma decidere chi paga se gli equilibri saltano.
C’è una coincidenza che vale più di molte dichiarazioni ufficiali. Proprio mentre nel dibattito pubblico si discute dell’ipotesi di applicare il modello RAB al finanziamento delle infrastrutture ferroviarie, arriva la notizia – pubblicata oggi dal Sole 24 Ore – dello stop alla nuova società pubblica per l’acquisto dei treni regionali e Intercity, con un potenziale rischio da 1,2 miliardi sul PNRR e la necessità di riaprire un confronto con Bruxelles. Un passo indietro che non riguarda solo una scelta organizzativa, ma che racconta quanto sia delicato, e tutt’altro che neutro, il confine tra finanza, regolazione e interesse pubblico nel settore ferroviario.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 30 gennaio 2026 · lettura completa di circa 4 minuti.
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