Nel 2080 l’Italia potrebbe avere 13 milioni di abitanti in meno e molti più anziani. Cambieranno pendolarismo, consumi e geografia delle consegne, mentre la carenza di lavoratori spingerà logistica e autotrasporto verso automazione e digitalizzazione. E anche le infrastrutture dovranno essere ripensate: la sfida non sarà trasportare meno, ma trasportare diversamente.
L’inverno demografico italiano non è soltanto una questione di natalità, di pensioni o di sostenibilità del welfare. È anche, e sempre più, una questione di mobilità. Per decenni il sistema dei trasporti italiano è stato progettato assumendo una crescita, o almeno una sostanziale stabilità, della popolazione, della struttura industriale, degli occupati, delle merci movimentate e dei pendolari. Tutti questi indicatori saranno in territorio numerico negativo nei prossimi decenni, e le conseguenze finiranno per essere molto rilevanti per le politiche della mobilità. Non tutte le ricadute di questa profonda trasformazione sono nella agenda della politica.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 13 ottobre 2026 · lettura completa di circa 9 minuti.
Continua a leggere su La Voce


