Emilia-Romagna, il lavoro c’è ma non per tutti: quando il mercato corre più veloce della ferrovia
C’è una crepa silenziosa che attraversa la rete ferroviaria. Non si vede nei binari, né nei cantieri che oggi occupano gran parte dell’infrastruttura. Si vede negli organici, nelle squadre ridotte, nei turni da ricomporre, nelle competenze che si perdono prima ancora di essere pienamente consolidate.
È il quadro che emerge dalla presa di posizione della Segreteria regionale FAST-Confsal dell’Emilia-Romagna, che pone un tema ormai difficile da eludere: la manutenzione dell’infrastruttura ferroviaria procede in un equilibrio sempre più fragile, mentre il personale continua a mancare nonostante bandi, selezioni e ripetuti tentativi di reclutamento.
Il caso riguarda Rete Ferroviaria Italiana, ma la questione è più ampia. Tocca il rapporto tra sviluppo industriale, qualità del lavoro, capacità di attrarre competenze tecniche e tenuta dei servizi essenziali. In altre parole, riguarda la possibilità stessa di sostenere una rete moderna senza un adeguato presidio umano.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 24 aprile 2026 · lettura completa di circa 4 minuti.
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