Il tetto annunciato da Eni riporta l’attenzione sul costo della mobilità. Da RFI ad ANAS, fino agli studi professionali, resta una domanda: chi paga quando le spese richieste dal lavoro superano i rimborsi?
Il telefono squilla. C’è un guasto, bisogna partire. Il lavoratore prende le chiavi, accende il motore, raggiunge il punto di ritrovo. L’azienda conta sulla sua presenza. Ma chi fa il conto del viaggio? Chi paga i chilometri che consumano un’automobile comprata con lo stipendio?
L’iniziativa di Eni riporta la questione sotto i riflettori. Dal 28 settembre, per trenta giorni iniziali, il gruppo ha annunciato un tetto ai prezzi dei carburanti commercializzati da Enilive: 1,99 euro al litro per la benzina, 2,19 per il gasolio. La misura è collegata alle agevolazioni sulle accise in vigore; l’eventuale proroga dipenderà dal mercato e dagli approvvigionamenti.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 26 settembre 2026 · lettura completa di circa 3 minuti.
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