La notte di Capodanno a Crans-Montana non è stata soltanto un incendio, né può essere liquidata come una tragica fatalità. È stata piuttosto una rivelazione brutale, di quelle che squarciano il velo dell’ipocrisia istituzionale e costringono tutti a fare i conti con ciò che si è preferito non vedere. Quaranta morti, molti giovani, numerosi italiani, e una verità che emerge lentamente ma con una chiarezza implacabile: quel locale non veniva controllato da oltre cinque anni. Dal 2019 nessuna ispezione antincendio, nessuna verifica seria, nessuna domanda scomoda posta a chi gestiva uno spazio chiuso, affollato, carico di materiali e di persone. Cinque anni di silenzio amministrativo, cinque anni di fiducia mal riposta, cinque anni in cui lo Stato, o chi per esso, ha voltato lo sguardo altrove.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 18 gennaio 2026 · lettura completa di circa 4 minuti.
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