Aveva un sorriso bellissimo, Alessandro. Me lo ripeto mentre guardo fuori dal finestrino del treno, e lo dico al mio volto riflesso sul vetro. Nelle gallerie, tra squarci di mare blu e cielo terso, il nero sembra inghiottire ogni cosa. Aveva un sorriso bellissimo, Alessandro. Forse ha sorriso anche mentre veniva colpito, anche mentre il suo assassino si allontanava con il passo sicuro di chi crede di aver fatto la cosa giusta.
Forse Alessandro ha continuato a sorridere, come Demetra nel bel mezzo del suo inverno, quando Ade decide di portarle via la primavera. Senza l’aiuto di Baubo, senza alcuna protezione, rimane solo l’incomprensibile violenza del gesto.
Forse come per la mitologia greca, la violenza emerge da una dimensione pre-razionale e ineffabile… un’irruzione dell’assoluto… il caos, la follia… nel mondo umano. Un contatto immediato, che nega la razionalità e rivela il lato oscuro e potente dell’esistenza.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 10 gennaio 2026 · lettura completa di circa 5 minuti.
Continua a leggere su La Voce


