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Siamo alla frutta: saggio breve sull’estetica dell’apparire, il conformismo del desiderio e la povertà del vero

Pensieri & Parole · 19 maggio 2026

Siamo alla frutta: saggio breve sull’estetica dell’apparire, il conformismo del desiderio e la povertà del vero

di Antonella Multari

La forma più elegante della decadenza è proprio questa… pagare carissimo qualcosa che non ci nutre, solo perché tutti gli altri stanno fingendo di saziarsi

C’è un’espressione tutta italiana che, più di molte analisi sociologiche, riesce a fotografare un’epoca: siamo alla frutta. La si pronuncia quasi con leggerezza, spesso con ironia, ma dentro contiene una diagnosi inesorabile. Non indica soltanto la fine di un pasto, ma il punto terminale di una situazione consumata fino all’osso, l’esaurimento delle risorse e della pazienza. È il momento in cui qualcosa si è svuotato del suo senso e resta soltanto il decoro finale… il dessert dell’apparenza.

Oggi questa espressione sembra aver trovato una sua incarnazione perfetta nella moda dilagante della frutta realistica da pasticceria.

Il paradosso è implacabile: persone che spesso faticano ad arrivare alla fine del mese spendono cifre importanti per acquistare una finta frutta che serve soprattutto a essere fotografata, o ripresa mentre si addenta e l’espressione cambia perché il sapore, molte volte non è neppure dei migliori, ma bisogna comunque ingoiare l’amaro boccone e farselo piacere.

La Voce Trasporti & Diritti

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 19 maggio 2026 · lettura completa di circa 5 minuti.

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