Una fiducia scritta nella Carta
Nell’ottobre 1946 la Terza Sottocommissione della Costituente vota un ordine del giorno netto: è urgente e indispensabile che una legge riconosca il diritto di sciopero dei lavoratori, abrogando i divieti fascisti in materia.
Il 14 gennaio 1947, in seduta plenaria della Commissione dei 75, Tupini, relatore della prima Sottocommissione, giustifica la scelta di disciplinare lo sciopero con un’immagine che oggi suona quasi profetica: l’esercizio del diritto di sciopero è “una specie di guerra portata sul piano sociale”, e se la Costituente ha sottratto il diritto di guerra alla volontà di un solo uomo, disciplinandolo con cura, altrettanta cura merita lo sciopero. La formula pulita proposta da Giuseppe Di Vittorio — segretario generale della CGIL e deputato comunista — “È assicurato a tutti i lavoratori il diritto di sciopero”, senza clausole di rinvio alla legge, passa quello stesso giorno con un ampio margine, 54 voti a 6.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 12 agosto 2026 · lettura completa di circa 10 minuti.
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