Vai al contenuto
Riconoscere l’altro: l’intelligenza emotiva nell’epoca del pregiudizio

Pensieri & Parole · 2 luglio 2026

Riconoscere l’altro: l’intelligenza emotiva nell’epoca del pregiudizio

di Antonella Multari

“Ma a noi è dato

in nessun luogo trovar pace,

dileguano, cadono,

nel dolore gli uomini

ciecamente

di ora in ora,

come acqua da pietra

a pietra lanciata,

senza mai fine, giù nell’ignoto”

Canto del destino di Iperione di Friedrich Hölderlin

C’è un’opera di Pieter Bruegel il Vecchio, The Blind Leading the Blind, in cui l’umanità procede in fila, affidandosi a chi non vede, fino a precipitare. Non è soltanto una scena biblica, ma una metafora radicale dello smarrimento dello sguardo: quando non si riconosce più l’altro, lo si segue o lo si respinge senza davvero vederlo. È a partire da questa immagine di cecità condivisa che si apre questo articolo, come interrogazione sul nostro tempo e sulla necessità di restituire profondità allo sguardo attraverso ciò che chiamiamo intelligenza emotiva.

La Voce Trasporti & Diritti

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 2 luglio 2026 · lettura completa di circa 9 minuti.

Continua a leggere su La Voce

La Voce

Altri articoli della Voce

Pensieri & Parole

Ciò che chiamammo follia

Le voci dimenticate della ragione, il dolore degli artisti e l’inquietudine dei giovani: imparare ad ascoltare ciò che non sappiamo…

Leggi l’inizio
Pensieri & Parole

Il diritto di viaggiare, la bellezza di appartenere

Stasera papà mi ha raccontato del Dopolavoro Ferroviario. Ci è andato, dopo tanto tempo, perché c’erano i suoi colleghi in…

Leggi l’inizio
Pensieri & Parole

Il paradosso della sicurezza: più proteggiamo, meno sappiamo valutare il rischio

The Involuntary Journey (Inciampare nella paura) di Chiharu Shiota sembra raccontare l’impossibilità di attraversare uno spazio senza fare i conti…

Leggi l’inizio
Tutti gli articoli della Voce