La recentissima polemica della sen.ce Raffaella Paita e dell’on. Marianna Madia (apparsa su Il Secolo XIX del 6/6/26) ha avuto il positivo effetto di riportare l’attenzione sui contenuti della proposta di riforma della portualità italiana, più precisamente sul disegno di legge di riordino della legge n.84/1994, approvato dal Consiglio dei Ministri il 22 dicembre 2025 ed attualmente all’esame del Parlamento.
Infatti il dibattito sulla riforma della governance portuale italiana si sta rapidamente concentrando su assetti istituzionali, modelli di coordinamento nazionale e nuove strutture di indirizzo strategico.
Tutto legittimo. Tutto importante.
Ma manca ancora, secondo noi, una domanda fondamentale: chi è stato realmente ascoltato prima di arrivare a una riforma di questa portata?
Al quale vogliamo aggiungere un necessario corollario: chi diventa opportuno ascoltare prima del varo di un provvedimento così importante?
Noi, come Fast/Confsal, come sindacato autonomo, non ci interessa alimentare contrapposizioni di principio. Noi non siamo “contro” la riforma per definizione, né “a favore” per automatismo.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 14 giugno 2026 · lettura completa di circa 4 minuti.
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