Dalle infrastrutture al lavoro, dalla sicurezza alla digitalizzazione, FAST-CONFSAL indica la rotta per il dopo 2026: non archiviare il Piano, ma trasformarlo in una nuova strategia nazionale dei trasporti.
Il PNRR sta arrivando al suo passaggio decisivo e l’Italia non può permettersi di affrontare il dopo come una semplice pratica amministrativa da chiudere. Non basta contare le risorse spese, le opere avviate o gli obiettivi formalmente raggiunti. La vera domanda è più profonda: quale sistema dei trasporti vogliamo costruire per il Paese dopo il 2026?
È da questa domanda che nasce il Discussion Paper di FAST-CONFSAL “Oltre il PNRR: strategie per il futuro delle infrastrutture italiane”, un documento che non si limita a fotografare la fine di una stagione straordinaria di investimenti, ma prova a indicare la rotta per quella successiva. Il PNRR ha avuto il merito di riportare al centro infrastrutture, mobilità, logistica, ferrovie, porti, interporti, trasporto pubblico locale e digitalizzazione. Ma nessun piano, per quanto importante, può sostituire una visione nazionale stabile. E nessuna scadenza europea può diventare il confine oltre il quale il Paese torna a navigare a vista.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 14 giugno 2026 · lettura completa di circa 4 minuti.
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