Le sculture dell’artista coreana Yeesookyung nascono da frammenti di ceramiche scartate, appartenute a vasi differenti, destinati a non incontrarsi mai. L’artista li raccoglie, li ricompone e li unisce con sottili venature dorate fino a dare vita a una forma completamente nuova. Ciò che sembrava irrimediabilmente perduto non torna a essere ciò che era, ma diventa qualcosa che prima non esisteva.
In quella materia ricomposta c’è molto più di un gesto artistico. C’è una visione dell’essere umano.
Anche noi siamo fatti di frammenti… ricordi, incontri, appartenenze, parole ereditate, ferite, luoghi attraversati, legami che ci hanno cambiati. Nessuna identità nasce intera. Ognuno di noi è una trama in continua trasformazione, nella quale ogni esperienza lascia un segno e ogni relazione modifica il disegno complessivo.
L’identità non è un blocco monolitico da conservare intatto, ma un’opera che prende forma proprio attraverso le sue trasformazioni.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 18 luglio 2026 · lettura completa di circa 6 minuti.
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