Il ruolo strategico della viabilità secondaria tra metafora e realtà
Un sistema che respira… ma non ovunque allo stesso modo[1]
Immaginiamo, per un istante, il nostro Paese come un corpo umano: un cuore potente, arterie libere e perfettamente funzionanti, grandi flussi che scorrono veloci e senza ostacoli. In apparenza, un organismo sano, senza “placche aterosclerotiche”.
Ma basta osservare meglio, scendere nel dettaglio, per vedere che: i capillari sono fragili, interrotti, trascurati; il sangue non arriva più regolarmente ai tessuti periferici; le estremità si raffreddano, si indeboliscono e smettono lentamente di funzionare.
È esattamente ciò che sta accadendo oggi alla rete stradale italiana.
Le grandi arterie – autostrade, corridoi TEN-T, infrastrutture strategiche – sono come le arterie principali del corpo: visibili, monitorate, costantemente sotto controllo. Sono quelle su cui si concentra maggiormente l’attenzione politica, gli investimenti e le strategie di sviluppo, mentre la rete secondaria – quella che porta vita reale ai territori – è sempre più spesso abbandonata a sé stessa, trascurata, indebolita, marginalizzata.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 10 luglio 2026 · lettura completa di circa 9 minuti.
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