«La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare.»
Piero Calamandrei
Nel 2019, all’Arsenale di Venezia, l’artista Lorenzo Quinn realizzò Building Bridges: sei gigantesche coppie di mani che emergono dall’acqua e si uniscono fino a formare un ponte. Ogni coppia rappresenta un valore essenziale alla convivenza umana… dialogo, rispetto, amicizia, aiuto reciproco, fiducia e speranza. Un’opera che ricorda come nessuna comunità possa esistere senza la volontà di incontrarsi e sostenersi.
È difficile immaginare una metafora più efficace per raccontare la Repubblica. Non un edificio, non una cerimonia, non un simbolo immobile, ma una costruzione collettiva che vive soltanto se qualcuno continua a sorreggerla. Un ponte tra generazioni, tra memoria e futuro, tra diritti conquistati e diritti ancora da difendere. A quasi ottant’anni dal voto che cambiò il destino dell’Italia, quelle mani sembrano ricordarci che la democrazia non è un’eredità garantita per sempre: è un passaggio ancora delicato che ciascuno di noi è chiamato a custodire e attraversare.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 1 giugno 2026 · lettura completa di circa 7 minuti.
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