Anish Kapoor, con la sua opera Cloud Gate, ha creato uno specchio capace di trasformare il modo in cui guardiamo il mondo. La sua superficie riflettente restituisce immagini deformate, moltiplicate, in continuo cambiamento: chi osserva non vede soltanto ciò che ha davanti, ma anche se stesso dentro ciò che guarda. La rabbia funziona allo stesso modo. Ci convince che il nemico sia sempre fuori da noi, mentre spesso ci obbliga a confrontarci con una ferita che chiede di essere compresa. Attraversare la rabbia significa cambiare prospettiva: smettere di vedere solo ciò che ci ha ferito e tornare a riconoscere l’essere umano, negli altri e dentro di noi.
“Cantami, o Diva, del Pelide Achille l’ira funesta…”
La letteratura occidentale comincia con la rabbia. Non con l’amore. Non con la speranza. Nemmeno con la paura. Comincia con l’ira.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 25 luglio 2026 · lettura completa di circa 6 minuti.
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