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La poesia che suda

Pensieri & Parole · 20 marzo 2026

La poesia che suda

di Antonella Multari

(appunti scomposti di poeti operai)

C’è un corpo, un insieme di corpi, nelle fotografie di Workers (1974–2000) di Sebastião Salgado, eppure sembra che non succeda nulla… o meglio, succede tutto ma senza rumore. Uomini e donne lavorano: i muscoli tesi, le mani segnate, la schiena piegata. Non corrono, non gridano, non implorano. Lavorano. Eppure, guardandoli, si percepisce un peso che non è solo nei muscoli, una storia che non è solo nei volti, un tempo che non è più individuale ma collettivo.Non stanno andando verso qualcosa. Stanno emergendo. C’è polvere sotto i piedi, anche se non si vede… c’è sudore, anche se non lo senti… c’è fame, anche se nessuno la nomina. La luce bianco-nera scolpisce il loro respiro, i loro gesti, le pieghe della carne e delle divise, rendendo visibile ciò che spesso sfugge agli occhi: la dignità del lavoro, il lento avanzare della vita dentro il lavoro stesso.

La Voce Trasporti & Diritti

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 20 marzo 2026 · lettura completa di circa 6 minuti.

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