Ferrovie dello Stato riunisce management, istituzioni e sindacati: la sicurezza come misura della credibilità industriale
Il Safety Day del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane di oggi 9 febbraio, non è stato una liturgia aziendale né una passerella di buone intenzioni. È apparso piuttosto come un momento di sintesi, quasi di resa dei conti, su una questione che attraversa l’intero sistema industriale del Paese: la sicurezza come fondamento della responsabilità d’impresa e come cartina di tornasole della qualità organizzativa. In un contesto segnato da transizioni complesse – infrastrutturali, tecnologiche, occupazionali – FS ha scelto di fermarsi e di interrogarsi su ciò che regge davvero la sua ambizione industriale.
Il messaggio, scandito fin dall’apertura dei lavori, è stato netto: non esiste performance che possa prescindere dalla tutela della vita e della salute delle persone. Un principio che Stefano Donnarumma, amministratore delegato del Gruppo, ha ricondotto a una formula tanto semplice quanto impegnativa: chi esce di casa per lavorare deve potervi rientrare la sera. Non è solo un obbligo morale, ha spiegato, ma una condizione strutturale che incide sull’efficienza, sulla sostenibilità economica, sulla reputazione e sulla fiducia interna ed esterna all’azienda.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 9 febbraio 2026 · lettura completa di circa 4 minuti.
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