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Italo, il contratto che non parte

Attualità · 5 agosto 2026

Italo, il contratto che non parte

di Vincenzo Multari

Il CCAL è scaduto il 31 dicembre 2024 e i valori retributivi sono ancora quelli dell’agosto precedente. Il negoziato procede lentamente, mentre cresce il divario con il contratto nazionale ferroviario e si avvicinano nuove conseguenze normative.

Diciannove mesi senza rinnovo sono sufficienti per trasformare una normale trattativa in una questione industriale. Mentre Italo programma investimenti e nuove prospettive di sviluppo, il rapporto con i lavoratori resta ancorato a condizioni economiche ormai superate.

L’ultimo incontro non ha cambiato il quadro. La società ha confermato l’esistenza di margini economici e normativi, continuando però a collegare ogni avanzamento all’accoglimento di ulteriori esigenze organizzative. Una posizione comprensibile dal punto di vista aziendale, ma non neutrale: gli aumenti arriverebbero all’interno di uno scambio più ampio su flessibilità, turni e produttività.

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Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 5 agosto 2026 · lettura completa di circa 3 minuti.

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