Per FAST la modernizzazione del trasporto ferroviario non può passare dalla frammentazione del servizio e dalla riduzione delle tutele. Gare e mercato hanno senso solo se garantiscono qualità, sicurezza, occupazione e piena applicazione del CCNL Mobilità / Area AF.
La discussione sulle gare Intercity non può essere affrontata come un semplice passaggio tecnico. Non siamo davanti a una procedura amministrativa neutra, ma a una scelta che incide sul futuro del servizio ferroviario nazionale, sulla qualità della mobilità pubblica e sulle condizioni di lavoro di migliaia di addetti.
FAST-Confsal non ha mai difeso rendite di posizione, né ha mai trasformato il tema della concorrenza in uno scontro ideologico.
Il punto è più concreto: ogni apertura del mercato deve produrre benefici reali per utenti, lavoratori e sistema Paese. Se una gara migliora il servizio, rafforza la sicurezza, aumenta l’offerta, tutela l’occupazione e garantisce regole contrattuali comuni, allora può essere discussa nel merito. Se invece diventa lo strumento per frammentare una dorsale strategica, scaricare inefficienze sul lavoro e comprimere salari e diritti, allora non è innovazione. È arretramento.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 17 maggio 2026 · lettura completa di circa 4 minuti.
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