Negli ultimi mesi, all’interno della nostra Azienda, siamo stati coinvolti in numerosi percorsi formativi dedicati all’utilizzo di strumenti di Intelligenza Artificiale, come ad esempio Copilot.
Corsi certamente utili e interessanti, soprattutto sotto il profilo operativo e normativo, ma che molto spesso si fermano agli aspetti tecnici e legali dell’utilizzo di questi strumenti, senza affrontare fino in fondo una questione ben più profonda: quella etica e culturale.
L’articolo recentemente pubblicato da Pietro Serbassi su La Voce dei Trasporti & Diritti — “L’Intelligenza Artificiale non fa paura se resta umana” — coglie con grande lucidità il cuore del problema.
L’Intelligenza Artificiale non rappresenta necessariamente una minaccia.
Può essere una straordinaria opportunità di supporto al lavoro, alla formazione, all’organizzazione e persino alla sicurezza.
Può alleggerire attività ripetitive, velocizzare processi complessi, migliorare l’accesso alle informazioni e aumentare l’efficienza di sistemi pubblici e privati.
Ma il vero punto non è la macchina.
Il vero punto resta l’Uomo.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 28 maggio 2026 · lettura completa di circa 4 minuti.
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