Nell’estate 2026 la Northern Sea Route si prepara a registrare un nuovo record di portacontainer, mentre Cina e Corea del Sud inaugurano nuovi collegamenti con il Nord Europa. Lo scioglimento dei ghiacci sta trasformando l’Artico da frontiera geografica a corridoio commerciale, sostenuto dalle infrastrutture russe e dalla strategia marittima di Pechino. La rotta polare non sostituirà nel breve periodo il Canale di Suez, ma offre un’alternativa più corta e meno esposta alle crisi del Mar Rosso e del Medio Oriente. Il commercio mondiale si avvia così verso una geografia policentrica, nella quale le compagnie potranno scegliere tra Suez, Capo di Buona Speranza, Artico e corridoi terrestri. A rischiare è soprattutto il Mediterraneo: una crescita dei collegamenti diretti con Rotterdam, Amburgo e gli altri porti del Northern Range potrebbe ridimensionare il ruolo degli scali dell’Europa meridionale. Per l’Italia la sfida sarà trasformare la propria posizione geografica in una reale competitività logistica, rafforzando ferrovie, intermodalità e connessioni con i mercati europei.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 17 agosto 2026 · lettura completa di circa 12 minuti.
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