Stasera papà mi ha raccontato del Dopolavoro Ferroviario. Ci è andato, dopo tanto tempo, perché c’erano i suoi colleghi in pensione e per qualche ora, mi ha detto, sono tornati tutti un po’ ragazzi, o forse sono tornati semplicemente a essere quello che erano stati per una vita: ferrovieri.
Me lo raccontava in videochiamata, con quella voce che ultimamente mi sembra portarsi addosso un po’ di stanchezza, e mentre parlava ho guardato i suoi occhi e per un istante li ho visti cambiare. Si sono accesi. Hanno ricominciato a viaggiare. E senza nemmeno accorgermene l’ho immaginato com’era allora, con il fischietto in mano, la divisa addosso, la mano alzata e lo sguardo rivolto verso di me, come se io fossi ancora quella bambina che lo aspettava sulla banchina.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 3 ottobre 2026 · lettura completa di circa 11 minuti.
Continua a leggere su La Voce


