Il 18 settembre, Giornata internazionale della parità retributiva, possiede una caratteristica apparentemente paradossale… ricorda un principio che, nelle democrazie contemporanee, dovrebbe essere ormai acquisito. La parità di remunerazione per lavoro di uguale valore è infatti un principio formalmente consolidato nel diritto internazionale del lavoro, sancito dalla Convenzione n. 100 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro del 1951. E tuttavia necessita ancora di una giornata internazionale che ne rinnovi annualmente la memoria.
Il paradosso è precisamente questo… la conquista della parità giuridica non coincide con la realizzazione della parità sostanziale. Il diritto può proibire la discriminazione diretta e, nondimeno, lasciare intatte quelle strutture sociali attraverso cui il valore viene prodotto, distribuito e riconosciuto in modo asimmetrico. La questione salariale, pertanto, non può essere ridotta alla presenza di una differenza arbitraria nella busta paga. Essa interroga la stessa architettura attraverso cui una società stabilisce che cosa debba essere considerato lavoro, quale lavoro meriti remunerazione e quale, invece, possa essere assorbito nella sfera della normalità domestica.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 15 settembre 2026 · lettura completa di circa 11 minuti.
Continua a leggere su La Voce


