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Ciò che chiamammo follia

Pensieri & Parole · 10 ottobre 2026

Ciò che chiamammo follia

di Antonella Multari

Le voci dimenticate della ragione, il dolore degli artisti e l’inquietudine dei giovani: imparare ad ascoltare ciò che non sappiamo comprendere

«Much Madness is divinest Sense — To a discerning Eye». Molta follia è il più divino dei sensi, per un occhio capace di discernere. Emily Dickinson consegna questi versi a una poesia breve e inquieta, nella quale la ragione e la follia sembrano scambiarsi le maschere… ciò che la maggioranza considera sensato può rivelarsi una forma di obbedienza, mentre ciò che viene giudicato folle può contenere una verità che nessuno vuole riconoscere. Ma chi decide dove finisca la ragione e cominci la sua ombra? E soprattutto: che cosa accade a una persona quando il suo dolore diventa, agli occhi degli altri, una definizione capace di inghiottire tutto il resto?

La Voce Trasporti & Diritti

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 10 ottobre 2026 · lettura completa di circa 11 minuti.

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