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Ciò che attraversa un porto: un’ermeneutica ampliativa dell’articolo di Pietro Serbassi “produttività, l’Italia guardi ai porti come sistema”

Pensieri & Parole · 10 luglio 2026

Ciò che attraversa un porto: un’ermeneutica ampliativa dell’articolo di Pietro Serbassi “produttività, l’Italia guardi ai porti come sistema”

di Antonella Multari

Ho letto con interesse l’articolo di Pietro Serbassi, “Produttività, l’Italia guardi ai porti come sistema”. Ne condivido pienamente l’intuizione: un Paese che non investe nella qualità delle proprie infrastrutture finisce inevitabilmente per rallentare anche la propria crescita economica. La produttività non è soltanto il risultato del lavoro delle imprese, ma della capacità di un’intera nazione di mettere in relazione territori, reti logistiche, trasporti e visione politica.

L’Italia, ricorda Serbassi, possiede un vantaggio naturale straordinario. È al centro del Mediterraneo, attraversata dalle principali rotte commerciali, dotata di porti che potrebbero diventare un unico grande sistema capace di dialogare con l’Europa e con il mondo. Una prospettiva condivisibile e, probabilmente, indispensabile.

Non è soltanto una suggestione geografica. Secondo la Commissione europea, l’Italia possiede oltre 9.100 chilometri di coste, i più estesi dell’Unione dopo la Grecia, e cinque dei suoi porti figurano tra i primi trenta d’Europa per volume di merci movimentate. Questo significa che il nostro Paese dispone già delle condizioni materiali per svolgere un ruolo strategico nel Mediterraneo… il compito non è costruire una nuova centralità, ma imparare a governare quella che la storia e la geografia ci hanno consegnato.

La Voce Trasporti & Diritti

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 10 luglio 2026 · lettura completa di circa 5 minuti.

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