La crescita della rotta artica apre la sfida tra reti portuali e logistiche, non un semplice confronto tra due percorsi marittimi. Russia e Cina stanno costruendo infrastrutture, servizi e alleanze intorno al nuovo corridoio settentrionale. Il Mediterraneo conserva enormi vantaggi, ma non può più affidarsi soltanto alla propria posizione geografica e alla centralità del Canale di Suez. Ferrovie, intermodalità, digitalizzazione e collegamenti con l’Europa e l’Africa determineranno quali porti resteranno centrali nei traffici mondiali. Per l’Italia il rischio sarebbe accorgersi troppo tardi che la nuova geografia della logistica è già stata costruita.

Pubblicato su La Voce Trasporti & Diritti il 20 agosto 2026 · lettura completa di circa 11 minuti.
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